Gli impianti di Terna sono presenti in modo diffuso su tutto il territorio nazionale con una rete la cui estensione è di circa 56.000 km. Con il supporto della banca dati, Terna ha effettuato un inventario delle possibili interferenze tra le proprie strutture (linee) e le aree protette o a elevata biodiversità, incrociando i dati relativi alla rete elettrica con quelli di natura territoriale.
Considerando tutti i tipi di aree protette definiti da varie normative (parchi nazionali e regionali, riserve nazionali e regionali, SIC – siti di interesse comunitario, ZPS – zone di protezione speciale), ed eliminando le sovrapposizioni, l’11,4% della rete elettrica di Terna (circa 4.400 km) risulta attraversare un’area protetta per tratti di entità variabile da poche centinaia di metri ad alcune decine di chilometri. A titolo di confronto, si segnala che le suddette aree protette coprono una superficie pari al 22,1% del territorio nazionale italiano, sempre al netto delle sovrapposizioni. I dati si riferiscono alla rete di Terna prima dell’acquisizione (aprile 2009) di circa 18.500 km di linee ad alta tensione. L’inventario sarà ripetuto a valle della completata georeferenziazione delle nuove linee.
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Progettazione e realizzazione delle linee elettriche
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L’approccio di Terna alla tutela della biodiversità è prima di tutto di tipo preventivo. Nella realizzazione di nuovi elettrodotti, Terna considera l’esigenza di preservazione degli aspetti naturalistici e paesaggistici attraverso l’adozione della Valutazione Ambientale Strategica come modalità di ricerca delle compatibilità a livello territoriale. Al pari di altre variabili territoriali, anche la biodiversità, e in particolare la presenza di aree protette, costituisce un input della pianificazione dello sviluppo della rete e della ricerca di consenso per la localizzazione di nuovi impianti. Nella fase di costruzione di nuove linee, l’impatto sulla biodiversità è legato alle attività di cantiere: apertura di passaggi per arrivare ad erigere i tralicci, escavazione del suolo, rimozione di materiali residui. L’intervento di realizzazione di nuove linee e stazioni impone in questa fase particolare attenzione.
Accordo con il WWF>>>
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Tralicci isole di biodiversità
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Il tracciato della linea può costituire un fattore di accrescimento della biodiversità e di protezione di alcune specie. Ad esempio, quando le linee attraversano vaste zone aperte o estese aree con monoculture cerealicole, i tralicci e le loro basi costituiscono delle “isole” di concentrazione della biodiversità. Le basi dei tralicci, soprattutto quelli più grandi che sostengono linee ad alta tensione, sono le uniche zone risparmiate dall’agricoltura intensiva e sottratte all’attività di lavorazione e trasformazione del terreno. Sono le zone in cui fioriscono erbe spontanee e rovi e in cui i roditori selvatici trovano rifugio perché i loro sistemi di tane non sono distrutti periodicamente dalle attività di aratura. Sono anche quelle intorno a cui i predatori dei roditori – gli uccelli rapaci –si concentrano. Gli uccelli, e in particolare i rapaci, utilizzano infatti comunemente le linee elettriche e i tralicci sia come punti di osservazione del territorio sia come strutture per la nidificazione.
Terna è impegnata da tempo a sperimentare usi alternativi delle proprie linee a vantaggio dell’avifauna. Prosegue infatti il supporto all’iniziativa “nidi sui tralicci”, che nel corso degli ultimi anni ha consentito l’installazione di oltre 300 cassette adatte alla nidificazione dei rapaci.
Nidi sui tralicci>>>
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Attenzione per l'avifauna
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La presenza delle linee ha effetti potenzialmente negativi sulla biodiversità, che riguardano in particolare gli uccelli. Mentre il rischio di elettrocuzione non riguarda le linee ad alta tensione( è legato allo spazio ridotto tra i conduttori che caratterizza le linee a bassa e media tensione e che può determinare la folgorazione degli uccelli) le linee di Terna possono essere pericolose in particolare per il rischio di collisione. Ed è per questo che, in tratti di linea caratterizzati da frequente transito di uccelli, sono stati installati particolari dispositivi chiamati “dissuasori”, che con l’ingombro e il rumore generato quando investiti dal vento, rendono le linee elettriche più facilmente percettibili dagli uccelli in volo. Nel 2009 i dissuasori installati erano 8845, posizionati su 30 linee per un totale di 146 km.
Accordo con la LIPU >>>
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