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Il Veneto è caratterizzato da un elevato consumo di elettricità. Tuttavia il Veneto produce meno della metà di quel che consuma (deficit energetico regionale pari a -57,6% dei consumi): deve perciò importare l’energia elettrica di cui ha bisogno dalle Regioni vicine, utilizzando le “autostrade dell’energia”, cioè il sistema delle linee di trasmissione, che è fondamentale sia efficiente e sicuro.
Oggi la rete di trasmissione del Veneto rappresenta una sezione critica dell’intero sistema elettrico italiano: la Regione ha soltanto due dorsali ad altissima tensione che l’attraversano a nord e a sud, in un sistema di reti (realizzate prima del 1950) caratterizzato da un basso livello di interconnessione e di mutua riserva (magliatura).
L’inadeguatezza della rete di trasmissione in Regione si evidenzia, inoltre, nel confronto diretto con Regioni che hanno caratteristiche analoghe per la presenza di tessuto industriale. Si prenda ad esempio la Lombardia che, come il Veneto, registra un consumo industriale superiore al 50% del totale dei consumi: la densità delle linee ad altissima tensione in Lombardia pari al 153 m/kmq, un valore di più della metà superiore ai 100 m/kmq del Veneto.
Basta dunque un guasto o una manutenzione su un tratto delle due esistenti linee ad altissima tensione, e le province di Treviso e Venezia rischiano di andare “al buio”.

Per risolvere il rischio di blackout cui sono esposte le famiglie e le imprese della Marca Trevigiana e del Veneziano, è indispensabile realizzare al più presto un elettrodotto – chiamato “Trasversale in Veneto” - che colleghi le due linee ad altissima tensione esistenti.
Grazie alla realizzazione della nuova linea, tutta l’area interessata dall’intervento risolverà il rischio di disalimentazioni e blackout.