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FAQ

  1. Cos’è la Valutazione Ambientale Strategica?
    La VAS (Valutazione Ambientale Strategica) è uno strumento di analisi preventiva degli effetti derivanti dall’attuazione di determinati piani e programmi, introdotto dalla Direttiva 2001/42/CE. La VAS mira a garantire elevati livelli di tutela dell’ambiente e a promuovere la partecipazione attiva delle Amministrazioni e delle comunità locali ai processi decisionali. La VAS facilita la concertazione con Regioni, Enti Locali e cittadini per promuovere uno sviluppo sostenibile della rete elettrica.
    In Italia l’attuazione della Direttiva è stata prevista dalla Parte II del D.Lgs. 152 del 3/4/2006 “Norme in materia ambientale”, che, dopo due proroghe, è entrata in vigore il 31 luglio 2007, ed è stata successivamente modificata dal D.Lgs. n. 4 del 16/1/2008.


  2. Quali sono le principali caratteristiche della VAS?
    La VAS si configura come un processo continuo che affianca l’intero ciclo di vita del piano o programma, dalla sua elaborazione fino alla fase di attuazione e gestione. Essa punta ad integrare la dimensione ambientale al pari di quella economica, sociale e territoriale, mantenendone tuttavia la peculiarità e la visibilità: la VAS prevede infatti l’elaborazione di un rapporto ambientale, che documenta le modalità con cui è stata integrata la variabile ambientale, richiamando, tra l’altro, la stima dei possibili effetti significativi sull’ambiente e la modalità di valutazione tra le alternative, le misure di mitigazione, nonché le misure di monitoraggio. Da sottolineare, in particolare, che la richiesta di un sistema di monitoraggio, utile per evidenziare eventuali impatti negativi non previsti e di adottare opportune misure correttive, presuppone un meccanismo retroattivo in grado di rimodulare il piano, ridefinendone obiettivi e/o azioni, qualora gli effetti monitorati si discostino da quelli previsti. La normativa prevede la consultazione obbligatoria del pubblico e delle autorità con competenze ambientali, da coinvolgere in fase di elaborazione del piano, in particolare richiedendo pareri sul rapporto ambientale. L’individuazione e la consultazione obbligatoria di soggetti coinvolti ha lo scopo di limitare l’autoreferenzialità dell’ente responsabile del piano o programma che è insita nel processo.

  3. Come si passa dall’individuazione di un’esigenza di sviluppo alla definizione di un intervento localizzato sul territorio?
    In prima battuta le esigenze sono di natura elettrica, e derivano da studi di rete su modelli complessi. Le opere non sono in questa fase localizzate univocamente sul territorio: ad esempio, può emergere la necessità di realizzare una nuova linea elettrica che colleghi due porzioni di rete esistenti, ma inizialmente non ne viene individuato il tracciato; viene stimata una lunghezza di massima per ottenere i parametri elettrici della linea da inserire nel modello di rete.
    Successivamente, attraverso un processo condiviso, l’esigenza elettrica viene tradotta in interventi che possono via via trovarsi a diversi stadi di avanzamento che, per gli elettrodotti, sono definiti come segue (analoghe fasi si possono individuare per la pianificazione delle stazioni):
    • Macroalternative: soluzione/i localizzativa/e di larga massima di un’esigenza elettrica a livello strategico, cioè ipotesi caratterizzate da differenti soluzioni di inserimento dell’intervento sulla rete;
    • Corridoi: soluzioni localizzative di un’esigenza elettrica a livello strutturale, cioè ipotesi, a parità di schema elettrico, per l’inserimento dell’intervento nel territorio: si scende ad una scala di pianificazione più dettagliata per l’individuazione di corridoi alternativi all’interno del territorio interessato dalla macroalternativa concordata a livello strategico;
    • Fasce di fattibilità: soluzioni localizzative di un’esigenza elettrica a livello attuativo; all’interno del corridoio preferenziale concordato a livello strutturale, si definiscono le porzioni di territorio ove risulta possibile l’individuazione del tracciato. Si scende ad una scala di pianificazione più dettagliata per la scelta della fascia di fattibilità preferenziale

  4. Qual è il rapporto tra VAS e la VIA?
    Poiché è di fondamentale importanza garantire sempre la continuità del percorso condiviso di individuazione delle soluzioni localizzative, è necessaria una fase in cui Terna ed Enti interessati concordino la fascia di fattibilità prima di procedere a completare la progettazione dell’intervento. È possibile prevedere che questa fase si collochi a conclusione del PdS e quindi della VAS (individuando un livello attuativo dopo quelli strategico e strutturale) oppure in una fase preliminare della progettazione, dunque nell’ambito della VIA, qualora siano necessarie informazioni e analisi di maggior dettaglio non disponibili in sede di VAS, oppure qualora si intenda lasciare maggior margine di autonomia alla VIA. Per il momento si è concordato che la scelta può dipendere dal caso in esame o dalle indicazioni espresse dalla singola Regione in base a disponibilità di dati e scelte di metodo.
  5. Quali strumenti volontari sono stati attivati per la sperimentazione della VAS?
    Negli ultimi anni Terna ha attivato strumenti volontari (accordi di programma e protocolli d’intesa) con Ministeri, Regioni ed Enti Locali con lo scopo di sperimentare l’applicazione della VAS al Piano di Sviluppo della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale, garantire il flusso reciproco di informazioni e dati di interesse, favorire l’armonizzazione tra pianificazione elettrica, territoriale ed ambientale.
    La sperimentazione si è avvalsa del lavoro di un Tavolo di coordinamento nazionale VAS, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha visto la partecipazione di:
    • Ministero per i Beni e le Attività Culturali
    • Ministero per lo Sviluppo Economico
    • 14 Regioni e 1 Provincia Autonoma firmatarie con Terna di un apposito protocollo d’intesa per l’applicazione della VAS.
    Il Tavolo di coordinamento nazionale si riunisce periodicamente per affrontare diversi aspetti legati all’applicazione della VAS, nel caso specifico del PdS, con l’obiettivo di definire e sperimentare il processo di concertazione in modo condiviso e conforme alla normativa comunitaria e nazionale. In particolare, le attività hanno riguardato l’analisi del processo di pianificazione e sviluppo della RTN e le modalità di integrazione degli aspetti ambientali, la definizione dei rapporti tra VIA/VAS/VIncA, le modalità per l’individuazione, la valutazione e l’eventuale confronto di soluzioni localizzative, la consultazione e la partecipazione, i contenuti del rapporto ambientale, gli strumenti programmatici di riferimento, le procedure regionali, i criteri ambientali da applicare (ERPA).
    Nel 2007, su iniziativa della Sottocommissione VAS insediatasi presso il MATTM, il Tavolo VAS è stato esteso a tutte le Regioni e Province autonome d’Italia.
  6. Quali sono gli attori coinvolti nel processo?
    Gli attori coinvolti nel processo sono:
    • Il Tavolo di Coordinamento VAS Ministeri-Regioni-Terna, che comprende Terna S.p.A., il Ministero per lo Sviluppo Economico (MSE), il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATT), il Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), le Regioni e le Province Autonome d’Italia.
    • I soggetti partecipanti ai processi regionali (Tavoli VAS Regionali) per la localizzazione degli interventi sul territorio. Questi sono, in relazione al livello di avanzamento dell’intervento: enti di livello regionale (Regioni, Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, Direzioni Regionali per i beni culturali,...), enti di area vasta (Province, Soprintendenze, Enti Parco, Comunità Montane, ...) e Comuni potenzialmente interessati dall’intervento.
    • I soggetti con competenze ambientali, che comprendono: i partecipanti al Tavolo VAS Nazionale, le Regioni, le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente, le Direzioni Regionali per i beni culturali, i Parchi nazionali, le Autorità di bacino nazionali, le Associazioni degli Enti Locali (UNCEM, UPI, ANCI).
    • Il pubblico, che viene consultato per la fase di valutazione della proposta di Piano di Sviluppo e del Rapporto Ambientale

  7. Con quali Regioni Italiane è già stato siglato un protocollo d’intesa per l’applicazione della VAS?
    E' stato già siglato un protocollo d'intesa per l'applicazione della VAS con quattordici Regioni italiane. Nell’ordine: Piemonte, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Sicilia, Campania, Basilicata, Umbria, Toscana, Marche, Sardegna, Abruzzo, Puglia e Molise. E’ stato inoltre firmato un protocollo d’intesa con la Provincia Autonoma di Trento.

  8. In che modo l’ambiente viene integrato negli obiettivi di Piano?
    Sulla base degli obiettivi statutari di Terna e della conoscenza delle componenti ambientali su cui gli interventi del PdS possono avere un impatto, è stato costruito un sistema di obiettivi del Piano di Sviluppo finalizzato a tenere conto degli aspetti di natura ambientale, territoriale e sociale.
    Alla luce dell’analisi dei potenziali effetti delle varie tipologie di intervento, gli obiettivi del PdS relativi a tali aspetti sono stati articolati come segue:
    • garantire la tutela della salute della popolazione, in particolare, in termini di esposizione ai campi elettro-magnetici e all’inquinamento acustico
    • operare con equità nella ripartizione geografica della rete, attraverso la razionalizzazione, che, oltre a perseguire migliori standard di qualità e continuità del servizio elettrico, ha come effetto l’alleggerimento delle infrastrutture elettriche sul territorio
    • rispettare i beni culturali e paesaggistici
    • minimizzare l’interferenza visiva con elementi di pregio culturale e paesaggistico
    • minimizzare l’interferenza con la vegetazione, flora e fauna
    • minimizzare l’interferenza con aree a rischio idrogeologico
    • minimizzare le emissioni climalteranti
    • minimizzare la pressione territoriale
    • minimizzare l’interferenza con gli usi del suolo di pregio, attuali e previsti

  9. Come vengono individuate le possibili localizzazioni degli interventi di sviluppo della rete?
    Per individuare le alternative localizzative, il territorio viene caratterizzato in base a criteri che ne esprimono la maggiore o minore attitudine ad ospitare gli interventi di sviluppo della rete.
    E’ stato concordato un sistema di criteri basato su quattro classi:
    • Esclusione, comprendente le aree nelle quali ogni realizzazione è preclusa
    • Repulsione, in cui ricadono le aree che è preferibile non siano interessate da interventi, se non in assenza di alternative o in presenza di sole alternative a minore compatibilità ambientale, comunque nel rispetto del quadro prescrittivo concordato
    • Problematicità, in cui sono comprese le aree per le quali risultano necessari approfondimenti, in quanto l’attribuzione alle diverse classi stabilite a livello nazionale risulta problematico perché non contempla specificità regionali o locali
    • Attrazione, comprendente le aree da privilegiare quando possibile, previa verifica della capacità di carico del territorio.
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