24 km di linee aeree per migliorare la qualità della rete elettrica in Lombardia.
Lavoro per oltre 100 addetti e almeno 18 imprese, 250 milioni di euro di investimento, 25 milioni di euro l’anno di risparmio per il sistema elettrico, 24 km di nuove linee elettriche, a fronte di 64 km dismessi: questi i numeri dell’elettrodotto a 380 kV tra Chignolo Po (in provincia di Pavia) e Maleo (Lodi) che Terna ha programmato per rendere più efficiente la rete elettrica in una delle aeree nevralgiche della Lombardia, importante nodo del centro Europa. Dopo le attività dedicate all’acquisizione dei terreni per circa 80 mila metri quadrati, all’effettuazione di sondaggi geologici, alla progettazione esecutiva e all’assegnazione dei contratti per le opere civili, partono i lavori dell’elettrodotto.
La nuova “autostrada dell’energia” avrà molteplici benefici per il sistema nazionale, con un risparmio di 26,5 milioni di euro l’anno: 6,5 mln derivanti dalle minori perdite sulla rete elettrica fino a 68 milioni di kWh/anno; 20 mln grazie alla maggior capacità di generazione più efficiente per 400 MW. Miglioreranno anche qualità e sicurezza della rete, con una diminuzione della probabilità di energia non fornita per circa 50.000 kWh/anno.
A beneficiare sarà anche l’ambiente: verranno dismessi 64 km di vecchie linee e abbattuti 225 tralicci, per un recupero di territorio pari a 80 ettari e di materiale (acciaio, alluminio, vetro, calcestruzzo) per 2 mila tonnellate. La Chignolo Po-Maleo avrà anche significativi risvolti a livello tecnologico. Il progetto prevede, infatti, l’utilizzo prevalente di sostegni tubolari “monostelo” o “a ridotto impatto ambientale”, in sostituzione dei tradizionali tralicci tronco-piramidali. Questa nuova tipologia di traliccio permetterà di ridurre di 50 volte l’area di territorio occupata dalle linee e l’ingombro al suolo dei sostegni, passando dai 250 mq di un traliccio tronco-piramidale ai 5 mq di un sostegno tubolare “monostelo”.
Previsto anche il “mascheramento” della nuova stazione elettrica di Maleo con opere di ingegneria naturalistica. Tali opere, che consentono di ridurre l’impatto ambientale e visivo della struttura, consistono nella ricostruzione degli habitat naturali con tecniche ingegneristiche che prevedono interventi sia sul rilevato (con la creazione di fasce vegetate e boschi di alberi, arbusti, alti arbusti) sia sul piano di campagna (fasce boscate, innesto di formazione cotico-erbosa da idrosemina, conservazione di alberi esistenti, nuova sistemazione di querce espiantate da ripiantare, messa a dimora di alberature a pronto effetto), oltre alla deviazione dei canali di scolo rispetto alle ubicazioni originarie.
“Siamo soddisfatti di questo importante risultato – ha commentato l’Amministratore Delegato di Terna, Flavio Cattaneo. Dopo la “S. Fiorano - Robbia”, tra Lombardia e Svizzera, del 2005 e “Turbigo-Rho”, alle porte di Milano, del 2006, la Lombardia avrà presto un’altra autostrada dell’energia, fondamentale per una regione che ogni anno consuma il 20% del fabbisogno nazionale avendo però un deficit energetico di oltre il 30%. Senza rete non c’è sviluppo, in Lombardia come ovunque nel Paese. C’è ancora molto da fare, Terna continuerà con impegno a fare la sua parte, ma serve uno sforzo comune per accelerare i processi autorizzativi. Voglio anche ricordare che questa opera sarà realizzata senza un euro di contributo pubblico”.
03 agosto 2010