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Un cambiamento epocale. Il settore dell’energia è in prima linea nelle strategie di lotta contro il riscaldamento globale. Anche se non produciamo energia, i nostri indirizzi strategici sono coerenti con gli orientamenti internazionali, in particolare con la prospettiva della decarbonizzazione e della transizione verso le fonti rinnovabili.

Il contesto internazionale è determinato in particolare da:

Gli accordi di Parigi sul clima, definiti a fine 2015 nella COP21 (21esima Conferenza delle Parti), che hanno rafforzato l’orientamento verso le fonti di energia rinnovabili con l’impegno a contenere il surriscaldamento climatico sotto i 2 gradi. La COP22 del novembre 2016 ha esaminato l’attuazione del patto di Parigi.
   I 17 obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (Sustainable Development Goals, SDGs), definiti nel 2015 e a scadenza 2030, riguardano anche l’energia pulita e accessibile (Obiettivo 7), l’innovazione industriale e delle infrastrutture (Obiettivo 9), contrastare il climate change (Obiettivo 13) e la capacità di capacità di creare partnership tra pubblico (Obiettivo 19) e privato per raggiungere questi obiettivi.


Le linee strategiche tracciate dall’Unione Europea (Clean Energy Package), che ambisce a guidare la transizione internazionale verso un sistema energetico più pulito ed efficiente e la Strategia Energetica Nazionale. Quasi i 2/3 degli investimenti complessivi previsti da quest’ultima sono concentrati sull’efficienza energetica per soddisfare gli obiettivi internazionali di riduzione dei consumi al 2030.


Le linee guida europee

Nel 2015 l’Unione Europea ha definito le linee-guida per un'“Unione dell’Energia”, che mira a garantire all’Europa e ai suoi cittadini un’energia sicura, sostenibile e a prezzi accessibili. Le principali misure riguardano la decarbonizzazione dell’economia, l’efficienza energetica e la sicurezza dell’approvvigionamento.

Sfide europee dell’energia
1. Decarbonizzazione
2. Efficienza energetica
3. Sicurezza dell’approvvigionamento

In particolare, la quota di energia da fonti rinnovabili da destinare al consumo finale dovrebbe arrivare al 20% nel 2020 e al 30% nel 2030. Questo obiettivo è stato raggiunto dall’Italia già dal 2012 ed è stato da allora costantemente mantenuto e migliorato.

Sapevate che…

A giugno del 2018, Parlamento europeo, Commissione e Consiglio Ue hanno aggiornato gli obiettivi sulle rinnovabili dando il via libera a una delle otto proposte legislative che compongono il Clean Energy package. Entro il 2030, infatti, nell'Unione europea le energie rinnovabili dovranno coprire il 32% dei consumi energetici, rispetto al precedente target fissato al 27%, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023. L’iter legislativo sull’intero pacchetto di misure è in corso”.

La sfida delle energie rinnovabili

Lavorare nella direzione auspicata dagli organismi internazionali e dalla collettività ci richiede uno sforzo importante, per sviluppare la rete in un contesto in continua evoluzione assicurando al contempo gli standard di adeguatezza, qualità e sicurezza.

Nel corso del 2017 le fonti rinnovabili hanno coperto il fabbisogno totale di energia italiano per circa il 32%, con una prevalenza della sorgente idrica.

Percentuale del fabbisogno energetico italiano coperto dalle rinnovabili


La crescita di produzione da fonti rinnovabili è destinata a crescere grazie a una maggiore efficienza del sistema. In questo modo si riduce il contributo della produzione termica.

Il potenziamento dell’energia da fonti rinnovabili solleva per Terna diverse sfide, operative e tecnologiche, e richiede notevoli trasformazioni per la rete di trasmissione nazionale:

  • Le fonti rinnovabili sono concentrate al Sud mentre la domanda è più importante al Nord. Questo comporta la soluzione di problemi di congestione, una migliore integrazione delle fonti rinnovabili nella rete e un rafforzamento della dorsale Sud-Nord.
  • Le fonti rinnovabili non sono programmabili: l’intermittenza della produzione eolica, in particolare, rende più difficile l’attività di dispacciamento.

 

Terna hub per il Mediterraneo

La sua posizione geografica rende l’Italia un hub naturale del Mediterraneo che può contare su una frontiera elettrica costituita da 25 linee di interconnessione* a cui si aggiungono nuove linee in fase di costruzione. Questi interventi di sviluppo per incrementare la capacità di interconnessione (Net Transfer Capacity - NTC) sulle frontiere elettriche con l’estero consentiranno la riduzione dei costi di approvvigionamento dell’energia e l’integrazione dei mercati, con la possibilità di avere più risorse per la gestione del sistema elettrico italiano ed europeo.


* Di cui 3 merchant lines, ossia linee non di proprietà Terna e il collegamento Italia-Malta di proprietà Enemalta.

Terna ospita a Roma la sede operativa dell’Associazione Med-TSO (Mediterranean Transmission System Operators, che riunisce 18 Paesi), ne esprime il Segretario Generale e ne presiede il Comitato tecnico 1, che si occupa della pianificazione della rete elettrica mediterranea.

La rete di trasmissione europea

L’Europa dispone di una sofisticata rete di trasmissione elettrica. È una “rete delle reti” interconnessa che integra le decine di migliaia di sorgenti localizzate in tutto il continente e i grandi gestori nazionali di energia.

Terna fa parte di ENTSO-E, l’organismo che raggruppa i 43 gestori dei sistemi di trasmissione (TSO, Transmission System Operator) dei 36 paesi dell’Europa che, a livello comunitario, ha il compito di adottare i codici di rete europei sulle questioni transfrontaliere, il Piano decennale di sviluppo della rete elettrica europea, gli strumenti comuni per il coordinamento nella gestione delle reti. Ecco i link ai principali TSO europei.

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