Lavora con noi |  Archivio Generale |  Fornitori |  Contatti 
it-ITen-GB

  • Luigi Apicella - Terna Plus


    Descrivi il tuo lavoro.
    Mi occupo di pianificazione energetica, in parole semplici il mio lavoro consiste nel ripensare il modo in cui le persone producono, utilizzano, pensano all’energia: si va in un’azienda, si vede in che maniera impiega l’energia e si capisce come aiutarla a farlo meglio, in maniera più efficiente, magari anche più sostenibile per l’ambiente e migliore anche per il business.

    Indica tre aspetti positivi che descrivono il tuo lavoro a Terna
    Tra gli aspetti più positivi c’è il fatto di doversi inventare sempre nuove soluzioni. Difficilmente si ripercorrono i propri passi, c’è sempre una strada nuova da tracciare. Certo, partendo da basi solide. Poi sulle cose di cui mi occupo, c’è molto coinvolgimento: sia internamente all’azienda che esternamente. E poi anche l’ambiente di lavoro. Siamo tutti ragazzi giovani, molto motivati, quindi anche questo è sia parte dell’ispirazione che viene generata, sia a sua volta ispirazione che genera questa freschezza nell’ambiente di lavoro.

    Di cosa si occupa Terna Plus?
    Di fondo, il concetto di Terna Plus è quello di prendere quello che Terna sa fare meglio e capire come applicarlo sul mercato. Nel fare questo ci rendiamo conto che quest’azienda sa fare un sacco di cose, quindi c’è tanto che possiamo portare verso il mercato!

    Qualche progetto in particolare di cui sei orgoglioso?
    Il progetto Smart Island! E’ proprio l’esempio calzante del nostro lavoro: partire da quello che l’azienda sa fare - gli impianti a fonti rinnovabili, lo storage, la gestione delle reti – e utilizzarlo per ripianificare dal punto di vista energetico dei contesti che ne hanno necessità. Come appunto le isole, che sono come delle “Italia” in miniatura ma senza essere connessi all’esterno, e quindi con tutta la complessità che si può avere su un sistema elettrico e tutte le opportunità derivanti dall’essere un luogo generalmente pieno di sole e di vento, uno spazio da ripianificare dal punto di vista energetico. Lavorare su un progetto così è davvero entusiasmante!

  • Eleonora Marchegiani - Ingegneria Ambientale


    Cosa ti piace di più del tuo lavoro?
    Ho studiato Scienze Ambientali e il mio obiettivo era poter fare qualcosa di buono per l’ambiente: con Terna è qualcosa che riesco a realizzare, grazie anche a tutti i colleghi che hanno deciso di seguirci in questa visione un po’ diversa, più legata alla sostenibilità. Ad esempio oggi riusciamo a fare impianti che sono meglio localizzati, o che sono mascherati e non hanno un impatto paesaggistico così forte. Insomma impianti che abbiano il giusto equilibrio tra costo dell’opera, costo sociale e costo ambientale.

    Cos’è per te l’innovazione?
    Oltre all’innovazione di tipo tecnologico, che può essere un nuovo tipo di cavo interrato piuttosto che un nuovo sostegno a basso impatto paesaggistico – che poi va anche contestualizzato in funzione di dove si trova – l’innovazione è anche saper cogliere le buone idee che arrivano da colleghi diversi. Buone idee per poter migliorare un determinato lavoro che si sta svolgendo. Può essere anche una procedura diversa, più semplificata. Anche questa è innovazione.

    Cosa pensi del passaggio di esperienze tra più e meno giovani?
    E’ molto importante che all’interno di un’unità arrivino nuove persone giovani. Perché questo ti consente di trasmettere loro non solo tutto ciò che sei riuscito a imparare in campo lavorativo dal punto di vista tecnico, ma anche a trasmettere l’entusiasmo e l’importanza della collaborazione tra le varie unità e le varie direzioni. E far capire l’importanza di portare avanti il lavoro in maniera etica, fondamentale soprattutto in un’unità come quella dove io lavoro.

    Sei contenta la mattina, quando vai a lavorare?
    Certo! Sono una persona fortunata: per il lavoro che faccio, perché è quello per cui ho studiato e perché lavoro in un gruppo molto forte e coeso. Un’azienda grande come Terna ti offre visioni diverse di una stessa medaglia. Ti consente di conoscere tante persone e poter lavorare da nord a sud, dalla città alle Alpi e pure alle spiagge!
  • Thomas Marchiori - Operativo Linee


    Come descriveresti il tuo lavoro?
    Mi occupo della manutenzione delle linee aeree dell’alta tensione. E’ un lavoro divertente, sicuramente. E impegnativo. Richiede una formazione continua, soprattutto dal punto di vista della sicurezza, e anche una certa fatica fisica.

    E’ importante la sicurezza nel tuo lavoro?
    E’ fondamentale. Lavorare a 40, 50, 60 metri d’altezza comporta rischi che vanno, se non eliminati, quanto meno ridotti al minimo.

    Quanto conta la formazione?
    La formazione in questo lavoro è fondamentale. Bisogna sempre investire per garantire una sicurezza migliore e risultati che puntino al massimo.

    Che cosa ricordi dei tuoi inizi?
    Dei primi giorni di lavoro ricordo quanto non capivo a cosa stavo andando incontro! E’ stato un susseguirsi di sorprese! In modo particolare mi aveva colpito la dimensione delle attrezzature. La prima volta che sono salito su un traliccio ero terrorizzato: non è una situazione che si presenta tutti i giorni. Poi col tempo passa ed è diventato un divertimento.

    Che cosa ti piace di più?
    Il fatto di stare all’aria aperta e di lavorare in squadra, avere sempre contatti con le altre persone. Non è un lavoro che si svolge in solitaria e questo aiuta.

    Un ricordo che ti ha particolarmente colpito del lavorare in squadra.
    Quando qualche anno fa ci fu qui a Roma quella nevicata così importante, una fune di guardia si ruppe, tranciò un conduttore di netto e ne lesionò altri due. Dovemmo ripristinare la situazione, in un contesto decisamente complicato e che ha richiesto parecchio impegno a tutti. Alla fine però è stata una grande soddisfazione.

    E l’innovazione?
    L’innovazione è presente nella nostra attività sotto diversi punti di vista. Ad esempio prima le ispezioni si facevano solo a piedi, adesso c’è anche l’elicottero. E poi cambiano le attrezzature, come il positron per verificare gli isolamenti. Insomma si va verso un miglioramento tecnologico dell’attività.