Il Monitoraggio Ambientale (MA) rappresenta l’insieme di azioni che consentono di verificare gli effetti/impatti ambientali significativi generati dall’opera nelle sue fasi di attuazione. Il Monitoraggio Ambientale rappresenta, per tutte le opere soggette a VIA ai sensi dell’art.28 del D.Lgs.152/2006 e s.m.i. (incluse quelle strategiche ai sensi della L.443/2001), lo strumento che fornisce la reale misura dell’evoluzione dello stato dell’ambiente nelle varie fasi di attuazione dell’opera e che consente ai soggetti responsabili (proponente, autorità competenti) di individuare i segnali necessari per attivare preventivamente e tempestivamente eventuali azioni correttive qualora le “risposte” ambientali non siano rispondenti alle previsioni effettuate nell’ambito del processo di VIA.

Gli esiti del monitoraggio ambientale devono essere condivisi con il pubblico per l’informazione ai diversi soggetti interessati (autorità competenti, comunità scientifica, imprese, pubblico) e per il riuso dei risultati per altri processi di VIA o come patrimonio conoscitivo comune sullo stato dell’ambiente e delle sue evoluzioni.

Tutte le attività di MA devono essere programmate e documentate nel Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) e dovranno essere finalizzate a:

  1. verificare lo scenario ambientale di riferimento (monitoraggio ante operam) utilizzato nello SIA per la valutazione degli impatti ambientali generati dall’opera in progetto;
  2. verificare le previsioni degli impatti ambientali contenute nello SIA attraverso il monitoraggio dell’evoluzione dello scenario ambientale di riferimento a seguito dell’attuazione del progetto (monitoraggio in corso d’opera e post operam), in termini di variazione dei parametri ambientali caratterizzanti lo stato quali-quantitativo di ciascuna componente/fattore ambientale soggetta ad un impatto significativo;
  3. verificare l’efficacia delle misure di mitigazione previste nello SIA per ridurre l’entità degli impatti ambientali significativi individuati in fase di cantiere e di esercizio (monitoraggio in corso d’opera e post operam);
  4. individuare eventuali impatti ambientali non previsti o di entità superiore rispetto alle previsioni contenute nello SIA e programmare le opportune misure correttive per la loro risoluzione (monitoraggio in corso d’opera e post operam);

Monitoraggi ambientali sui cantieri in corso

  • ELETTRODOTTO 380 KV VILLANOVA - GISSI

    Motivazioni dell'opera

    La centrale a ciclo combinato di Gissi (potenza pari a circa 800 MW) è collegata attualmente alla Rete elettrica di Trasmissione Nazionale, nella dorsale medio adriatica Villanova-Larino 380 kV, attraverso la stazione elettrica di Gissi.

    Al fine di superare le condizioni di rete che attualmente limitano la piena immissione di potenza elettrica della centrale alla RTN, il 15.01.2013 è stato autorizzato un adeguamento dell’attuale connessione, attraverso l’Elettrodotto a 380 kV Villanova-Gissi.

    Questa opera è parte integrante del rafforzamento del sistema elettrico della dorsale adriatica, allo scopo di veicolare l’energia, anche da fonti rinnovabili, proveniente dalle regioni del sud Italia. Tale rafforzamento si concretizzerà attraverso il collegamento elettrico tra la stazione elettrica di Foggia e la stazione elettrica di Gissi, ad oggi in iter autorizzativo presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

    Il nuovo elettrodotto a 380 kV Villanova- Gissi servirà proprio a immettere in rete una quantità maggiore dell’energia prodotta da un’importante centrale elettrica abruzzese, contribuendo così a garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema elettrico dell’area, con ritorni sia in termini di efficienza, sia di risparmi per le famiglie e le imprese, nonché a valorizzare impianti esistenti senza richiederne la costruzione di nuovi.

    Stato del procedimento:

    • dicembre 2009: avvio in autorizzazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell’Ambiente;
    • settembre 2011: emanazione del decreto VIA da parte del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali;
    • dicembre 2011: in conferenza di servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
    • novembre 2012: chiusura conferenza di servizi e rilascio intesa regionale;
    • gennaio 2013: emanazione del decreto di autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente
    • maggio 2014 avvio cantiere
    • gennaio 2016 entrata in esercizio nuovo elettrodotto (intervento principale)
    • ottobre 2016 termine cantieri (completamento lavori variante 2)

     

    Monitoraggio ambientale

    Sulla base di quanto previsto all'interno del Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) REER11004CSA00314, redatto secondo le “Linee guida per il Progetto di monitoraggio ambientale delle opere di cui alla Legge Obiettivo (Legge 21/12/2001, n. 443)”, e nel rispetto delle prescrizioni contenute all'interno del Decreto di compatibilità ambientale DVA – DEC - 2011 – 0000510 del 13/09/2011, al punto A2, è attualmente in corso il monitoraggio ambientale per le diverse componenti considerate nel PMA.

    link alla documentazione ante operam

    link alla documentazione in corso d’opera

    link alla documentazione post operam

  • ELETTRODOTTO 380 KV UDINE OVEST - REDIPUGLIA ED OPERE CONNESSE

    Motivazioni dell'opera

    Il progetto rientra nell’ampia razionalizzazione della rete AAT/AT prevista nell’area compresa tra le Province di Udine, Gorizia e Pordenone.

    La rete elettrica ad altissima tensione della regione Friuli Venezia Giulia è caratterizzata da due linee elettriche di interconnessione con la Slovenia, la singola terna a 380 kV “Redipuglia-Divaca” e la singola terna a 220 kV “Padriciano-Divaca”, entrambe convergenti nel nodo elettrico di Redipuglia; sulla stessa stazione è collegata anche centrale termoelettrica di Monfalcone 380 kV.

    Così come strutturata, la rete elettrica friulana risulta squilibrata sulla stazione elettrica di Redipuglia, attraverso la quale transitano sia i flussi di potenza provenienti dall’interconnessione Italia-Slovenia, sia la produzione dei poli produttivi di Monfalcone e Torviscosa.

    La scarsa magliatura della rete non consente di garantire adeguati margini di sicurezza in caso di disservizio accidentale e/o volontario (ordinari interventi di manutenzione del sistema elettrico).

    Tale razionalizzazione nasce dall’esigenza di rafforzare la magliatura della rete elettrica ad altissima tensione in modo da potenziare la capacità di trasmissione in sicurezza della potenza prodotta nell’estremo Nord-Est del Paese (riduzione dei vincoli sulla produzione delle centrali elettriche di Monfalcone e Torviscosa) e quella proveniente dall’importazione dai Paesi dell’Est Europa. Altro fondamentale scopo del progetto è quello di rendere disponibile la suddetta potenza prodotta, sulla porzione a 380 kV della Rete elettrica di Trasmissione Nazionale (RTN).

    La nuova linea contribuirà ad aumentare la magliatura della rete a 380 kV del Nord Italia, garantendo una maggiore capacità di trasporto tra il Nord Est del Paese, le aree di produzione Est europee ed il resto del territorio nazionale. Il collegamento consentirà di migliorare flessibilità e sicurezza di esercizio della rete, riducendone il rischio di congestione.

    Stato del procedimento

    • novembre 2008: avvio in autorizzazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell’Ambiente;
    • luglio 2011: emanazione del decreto VIA da parte del Ministro dell’Ambiente e del Ministro dei Beni Culturali;
    • novembre 2011: in conferenza di servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico.
    • ottobre 2012: rilascio dell’intesa da parte della Regione Friuli Venezia Giulia.
    • marzo 2013: rilascio del decreto di autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente;
    • luglio 2015: sentenza del Consiglio di Stato con successivo fermo lavori e attività di messa in sicurezza;
    • novembre 2015: nuovo avvio in autorizzazione presso il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero dell’Ambiente;
    • settembre 2016: emanazione del nuovo decreto VIA da parte del Ministro dell’Ambiente;
    • dicembre 2016: rilascio dell’intesa da parte della Regione Friuli Venezia Giulia;
    • febbraio 2017: rilascio del nuovo decreto di autorizzazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente;
    • marzo 2017: nuova comunicazione di avvio lavori per la ripresa delle attività;
    • in corso: in conclusione della realizzazione della stazione di Udine Sud ed in stato avanzato di realizzazione gli elettrodotti aerei ed in cavo interrato.  

    Monitoraggio ambientale

    In accordo con il Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA) RECR10001CASA00240, redatto secondo le “Linee guida per il Progetto di monitoraggio ambientale delle opere di cui alla Legge Obiettivo (Legge 21/12/2001, n. 443)”, e come peraltro richiesto nel nuovo Decreto di compatibilità ambientale n.0000241 del 06/09/2016, al punto A6, è in fase di esecuzione il monitoraggio ambientale per le diverse componenti considerate nel PMA.

    link alla documentazione in ante operam

    link alla documentazione in corso d'opera