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Di seguito sono riportati i principali dispositivi che governano la logica e le applicazioni della Valutazione Ambientale Strategica.

Normativa comunitaria

Direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente
Dir. 92/43/CE del Consiglio relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
Dir. 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici


Normativa nazionale

D.lgs. 152/2006 Norme in materia ambientale D.lgs. 4/2008 Ulteriori disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
D.lgs. 128/2010 Modifiche ed integrazioni al D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152, a norma dell’articolo 12 della legge 18 giugno 2009, n. 69
D.lgs. 42/2004 Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137
D.L. 1/2012 Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività


Normativa regionale

Regione Riferimenti normativi
Valle d'Aosta L.R. 12/2009
Piemonte L.R. 3/2013
Liguria L.R. 32/2012
Lombardia L.R. 9-3836/2012
Trento DPP 29-31/2009
Bolzano L.P. 2/2007
Friuli Venezia Giulia L.R. 13/2009
Veneto L.R. 13/2012
Emilia Romagna L.R. 6/2009
Toscana DPGR 24/2011
Marche DGR 1813/2010
Umbria L.R. 12/2010
Lazio L.R. 16/2011
Abruzzo DGR 148/2007; L.R. 27/2006
Molise DGR 26/2009
Campania DGR 63/2013
Basilicata --
Puglia L.R. 44/2012
Calabria L.R. 39/2012
Sicilia L.R. 6/2009
Sardegna DGR 34-33/2012

L'applicazione della norma al PdS

La proposta originaria: la concertazione al centro della VAS

Inizialmente (2002, quando la Direttiva comunitaria istitutiva della VAS, Dir. 2001/42/CE, non era ancora stata recepita nell’ordinamento italiano) Terna ha proposto, per la VAS del PdS della RTN, una metodologia centrata sulla concertazione preventiva delle opere (interventi) previste dal Piano stesso. In applicazione dei principi di trasparenza e partecipazione promossi dalla Direttiva 2001/42/CE (“Direttiva VAS”), Terna riconosce nel dialogo con il territorio lo strumento ideale per concorrere allo sviluppo sostenibile della RTN. Attraverso una logica di progressivo approfondimento delle analisi ambientali, condotte in maniera condivisa con le competenti Amministrazioni territoriali, si procede nella ricerca e nell’individuazione di ipotesi localizzative sostenibili per le opere di sviluppo della RTN:

  • area di studio: vengono presentate le esigenze elettriche di sviluppo della RTN, accompagnate da una caratterizzazione ambientale dell’area di studio (scala almeno 1:250.000);
  • corridoi: ambiti territoriali ipotizzati, a parità di schema elettrico, per l’inserimento dell’intervento all’interno dell’area di studio (scala almeno 1:50.000);
  • fasce di fattibilità del tracciato: ipotesi localizzative individuate all’interno del corridoio preferenziale selezionato (scala almeno 1:10.000).

Il metodo proposto prevede la condivisione di un sistema di criteri localizzativi (criteri ERPA), attraverso il quale analizzare l’area di studio relativa a un determinato intervento di sviluppo della RTN, al fine di riconoscere le diverse tipologie di uso e tutela del territorio. L’applicazione del metodo ERPA in ambiente GIS (Geographic Information System) consente di individuare dei corridoi ambientali sostenibili per l’intervento di sviluppo considerato, che:

  • evitano le aree più critiche e/o delicate (aree di “Esclusione”),
  • tendono ad evitare le aree di pregio ambientale-paesaggistico (aree di “Repulsione”),
  • privilegiano le aree più idonee ad ospitare infrastrutture elettriche (aree di “Attrazione”).

Per quelle peculiarità territoriali per lo più di carattere locale/regionale (aree di “Problematicità”), per le quali l’attribuzione alle diverse classi stabilite a livello nazionale (E, R, A) risulta problematica, o perlomeno non immediata, si è prevista la possibilità di effettuare un’ulteriore analisi territoriale, supportata da un’oggettiva motivazione documentata dagli Enti coinvolti. Tale approfondimento è mirato a stabilire se sia opportuno collocare la tipologia territoriale in esame in una delle classi di Attrazione o Repulsione, previo rispetto di un quadro prescrittivo concordato con gli Enti.
La definizione di opportuni indicatori, inoltre, consente di caratterizzare, confrontare e valutare in modo oggettivo le diverse alternative di corridoio individuate. All’interno del corridoio preferenziale, individuato in maniera condivisa con le competenti Amministrazioni territoriali, si procede nella ricerca di idonee fasce di fattibilità del tracciato. La fascia di fattibilità preferenziale, individuata anch’essa in maniera condivisa con le competenti Amministrazioni territoriali, rappresenta l’esito finale del processo di concertazione.
Il Rapporto ambientale riporta lo stato di avanzamento della concertazione, con riferimento ai corridoi e/o alle fasce di fattibilità individuati e formalmente condivisi con le competenti Amministrazioni territoriali.
Il metodo proposto inizialmente, che pone la concertazione al centro della VAS del Piano, evidenzia la necessità di coordinamento ed integrazione tra livelli decisionali diversi. Infatti, il PdS della RTN è un piano nazionale: di conseguenza, la relativa procedura di VAS è di competenza statale (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). D’altro canto, il processo di concertazione si svolge necessariamente con le competenti Amministrazioni territoriali (locali), istituzionalmente preposte alla gestione e tutela del territorio che sarà concretamente interessato da uno specifico intervento di sviluppo della RTN. In sede di Tavolo nazionale per l’applicazione della VAS al PdS della RTN, pertanto, si è concordato il seguente approccio:

  • a livello statale vengono definite le “regole del gioco”, ovvero i metodi e i criteri con cui attuare il processo di concertazione per la localizzazione sostenibile degli interventi di sviluppo della RTN;
  • a livello territoriale si svolge il processo di concertazione, applicando le regole di cui sopra.

In ambito di procedura VAS del PdS si verifica che gli esiti della concertazione, condotta a livello territoriale, siano stati raggiunti coerentemente con i metodi e i criteri definiti a livello statale.

L'evoluzione del metodo: dalle opere al Piano

Progressivamente ci si è resi conto che il metodo inizialmente proposto per la VAS del PdS era troppo centrato sulle singole opere del Piano. Occorre invece valorizzare la dimensione complessiva di Piano nazionale, che costituisce il vero oggetto della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La procedura di VAS non deve concentrarsi sulla valutazione dei singoli interventi, ma su una più organica valutazione della sostenibilità del Piano nel suo complesso. La sostenibilità del PdS, infatti, veniva valutata mediante indicatori di particolare dettaglio territoriale ed ambientale, disponibili per le sole opere in concertazione; pertanto, la sua valutazione risultava parziale rispetto all’intero Piano. Il PdS può invece essere valutato da indicatori più generali e complessivi, che meglio rappresentano la dimensione di Piano e ne intercettano le prestazioni ambientali, quali ad esempio:

  • Riduzione dei vincoli alla produzione da fonti rinnovabili,
  • Riduzioni delle perdite di rete,
  • Riduzione delle emissioni di CO2,Miglioramento del mix produttivo e interconnessione con l’estero.

In ambito di Tavolo nazionale per l’applicazione della VAS al PdS della RTN, pertanto, si è condivisa l’evoluzione dell’approccio metodologico che consente di:

  • ricondurre la VAS del PdS alla dimensione che le è propria, di una valutazione del Piano/Programma nel suo complesso: valutare criteri, metodi, obiettivi, coerenza, sostenibilità complessiva, potenziali impatti del Piano (e non delle singole opere che lo compongono);
  • non perdere assolutamente la dimensione concertativa delle opere elettriche in ambito VAS, che rappresenta la concreta attuazione dei principi di partecipazione, trasparenza e condivisione, promossi dalla Direttiva 2001/42/CE;
  • integrare meglio la dimensione formale di valutazione del Piano (come prevista dalla normativa vigente), con la dimensione sostanziale di costante dialogo con il territorio (concertazione), attraverso la quale Terna intende contribuire concretamente all’integrazione dell’ambiente nel processo di pianificazione, nonché all’attuazione/localizzazione sostenibile del Piano stesso.

Inoltre, l’applicazione del metodo proposto inizialmente, con particolare riferimento alla logica di progressivo approfondimento delle analisi ambientali (dall’area di studio, ai corridoi, alle fasce di fattibilità del tracciato), ha offerto il fianco alla critica evidenziata di seguito: taluni soggetti con competenza ambientale, in primis il MiBACT, hanno espresso la perplessità che una logica siffatta corresse il rischio di sconfinare nell’ambito di competenza della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Più precisamente, tali soggetti ritengono che la scala di analisi che caratterizza l’ultimo livello di approfondimento, quello relativo alle fasce di fattibilità, si avvicini molto/troppo alla scala di analisi e valutazione che è propria della procedura di VIA. Propongono pertanto che la metodologia utilizzata per la VAS del PdS si fermi al livello dei corridoi.

Il nuovo approccio metodologico-procedurale: caratteristiche principali

La VAS è del Piano, non del singolo intervento. La VAS del Piano (definizione del Piano) è un percorso di accompagnamento del processo di pianificazione, teso a implementare la sostenibilità del Piano nel suo complesso, con riferimento:

  • all’integrazione delle considerazioni e degli obiettivi ambientali di livello internazionale, comunitario e nazionale,ai criteri che sono alla base della costruzione del Piano,
  • agli obiettivi del Piano,
  • al rapporto con altri pertinenti piani o programmi.

Il Monitoraggio VAS del Piano (avanzamento del Piano) monitora l’attuazione/localizzazione del Piano con particolare riferimento:

  • agli effetti ambientali significativi derivanti,
  • al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità prefissati.

Alla luce dell’approccio attuale, condiviso con l’Autorità competente per la VAS del PdS, i principali passaggi in cui si articola concretamente il processo risultano essere i seguenti:

Terna presenta il PdS (dal 2013) con solamente le nuove esigenze;

  • per ogni esigenza individua nel RA eventuali macroalternative elettriche, se possibile, e diversi corridoi alternativi all’interno dell’area di studio (area vasta);
  • i corridoi sono caratterizzati e analizzati a fini ambientali e paesaggistico-culturali e gerarchizzati;
  • il parere motivato indica il corridoio preferenziale tra quelli individuati e gli eventuali ulteriori elementi di attenzione in esso presenti;
  • il corridoio preferenziale e gli eventuali ulteriori elementi di attenzione costituiscono l’input della concertazione con gli EE.LL. per l’individuazione delle fasce di fattibilità (FdF) del tracciato;
  • prima della VIA (delle singole opere) viene effettuata una sorta di «verifica di coerenza» per verificare il rispetto degli elementi di attenzione indicati nel parere motivato e l’analisi dei criteri adottati per l’individuazione delle possibili FdF alternative;
  • l’intero processo di attuazione del Piano, dalla concertazione fino alla realizzazione, viene ricapitolato nel Rapporto di monitoraggio e sul “portale VAS”.

In virtù dell’evoluzione metodologica illustrata, è stato possibile perfezionare anche l’applicazione procedurale per la VAS del PdS: il parere motivato, che conclude la procedura di VAS, valuta le alternative di corridoio individuate per le nuove esigenze del Piano ed indica il corridoio preferenziale. Il processo di concertazione con le competenti Amministrazioni territoriali, volto a ricercare delle ipotesi localizzative sostenibili per le opere del Piano, inizia proprio a partire dal corridoio preferenziale indicato nel parere motivato. In tal modo la VAS, non solo detta le “regole del gioco” per la concertazione, come avveniva in applicazione del metodo proposto inizialmente, ma orienta anche concretamente il successivo processo di concertazione indirizzandolo, fin dall’inizio, nel solco del corridoio preferenziale individuato.
Inoltre, considerando che il PdS contiene esclusivamente le nuove esigenze di sviluppo della RTN e che la VAS del PdS si arresta al livello dei corridoi, il monitoraggio VAS della progressiva attuazione del PdS viene ad assumere tutta la sua concreta valenza nel:

  • fornire un quadro sintetico ed esaustivo sullo stato di avanzamento dell’attuazione del Piano, con riferimento a tutti gli interventi (non solo le nuove esigenze);
  • verificare gli effetti ambientali derivanti dall’attuazione del medesimo Piano, attraverso il calcolo di appositi indicatori, sia complessivi, che relativi alle singole opere.

Infine, monitorando la progressiva attuazione delle singole opere - dalla concertazione (ex ante), all’autorizzazione (in itinere), alla realizzazione (ex post) - il monitoraggio VAS considera, oltre ai corridoi, anche le fasce di fattibilità del tracciato, in quanto rappresentano l’esito conclusivo della concertazione. In tal modo viene garantita la continuità fra VAS e VIA, passando anche attraverso la fase di concertazione, senza correre il rischio di una sovrapposizione fra i rispettivi ambiti di analisi.

Il nuovo approccio metodologico-procedurale: documenti da produrre

Con riferimento alle diverse fasi della procedura di VAS indicate dalla normativa vigente (cfr. § 3.1), si esplicitano di seguito le finalità e i contenuti principali dei diversi documenti da produrre, in linea con l’approccio metodologico attuale:

Rapporto di Indirizzi (RI): con riferimento al PdS 2014, Terna si è resa per la prima volta disponibile ad un confronto preventivo con l’autorità competente durante la fase di elaborazione del medesimo Piano, per consentire l’integrazione di considerazioni ambientali all’atto dell’elaborazione del PdS e prima della sua approvazione, come espressamente indicato nelle finalità della VAS (cfr. art. 4 del D.Lgs. 152/2006); a tal fine si sono svolti diversi incontri presso il MATTM (novembre 2013, gennaio e febbraio 2014), attraverso i quali è stata condivisa l’elaborazione di un documento, il Rapporto di Indirizzi per l'implementazione degli aspetti ambientali nel PdS 2014, che attesta il percorso di condivisione con l’autorità competente in merito agli obiettivi del PdS 2014, integrando quelli di natura tecnico-funzionale con quelli ambientali, sulla base delle indicazioni derivanti dalle strategie di sostenibilità ambientale europea e nazionale. Il Rapporto di Indirizzi non è formalmente richiesto dalla vigente normativa, ma ne è stata riconosciuta l’opportunità da parte del MATTM e degli altri soggetti istituzionali coinvolti nella procedura di VAS del PdS, al fine di dare concreta attuazione sia al processo di integrazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale nelle politiche settoriali, sia alla collaborazione fra autorità competente e proponente, che sono i tratti distintivi e caratteristici della procedura di VAS (cfr. art. 11, c. 2 del D.Lgs. 152/2006).

Rapporto preliminare (RP): la vigente normativa si riferisce allo stesso documento, il Rapporto preliminare, per assolvere a due diverse finalità:

  • la verifica di assoggettabilità alla VAS, ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. 152/2006;
  • la definizione della portata e del livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto ambientale, ai sensi dell’art. 13 del medesimo D.Lgs. 152/2006.

Nel primo caso i contenuti del RP devono riguardare essenzialmente: le caratteristiche del Piano, le caratteristiche degli impatti e le caratteristiche delle aree che possono essere interessate dagli impatti (cfr. All. I del D.Lgs. 152/2006), al fine di fornire elementi conoscitivi utili a valutare la significatività complessiva degli effetti derivanti dall’attuazione del Piano; nel secondo caso il RP si configura essenzialmente come un documento di metodo, volto a definire la portata e il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto ambientale, con particolare riferimento a: obiettivi del Piano, strategie ed azioni del Piano, politiche di sostenibilità sovraordinate e piani pertinenti, caratterizzazione ambientale delle aree interessate, componenti ambientali interessate, analisi dei potenziali effetti ambientali.

Piano di Sviluppo (PdS): descrive il quadro di riferimento, gli obiettivi e i criteri in cui si articola il processo di pianificazione della trasmissione elettrica nel contesto nazionale e paneuropeo, gli scenari previsionali e le nuove esigenze di sviluppo che si sono evidenziate, le priorità di intervento e i risultati attesi derivanti dall‘attuazione del Piano; come già evidenziato, dal 2013 il PdS presenta una struttura più snella rispetto alle precedenti edizioni, a vantaggio anche di una migliore fruibilità: è infatti relativo solo alle nuove esigenze (ex Sez. 1); lo stato di avanzamento degli interventi presenti in Piani precedenti già approvati (ex Sez. 2), viene riportato in un documento specifico ("Avanzamento Piani di Sviluppo precedenti") ed analizzato anche nel Rapporto di monitoraggio (Monitoraggio VAS dell’attuazione del Piano).

Rapporto ambientale (RA): in linea con l’approccio attuale, teso a valorizzare la dimensione di Piano, fornisce elementi utili a valutare gli aspetti più “strategici” del Piano stesso: criteri, metodi, obiettivi, coerenza, sostenibilità, incidenza del Piano nel suo complesso; pertanto, il RA è composto dal solo volume nazionale (non ci sono più anche i volumi regionali); il dettaglio dei singoli interventi si trova comunque:

  • nel Piano, per quanto riguarda l’individuazione delle nuove esigenze;
  • nel Rapporto ambientale dove, relativamente alle nuove esigenze del Piano, vengono forniti non solo la caratterizzazione ambientale delle aree di studio, ma anche i possibili corridoi alternativi individuati (mediante applicazione dei criteri ERPA);
  • nel Rapporto di monitoraggio, nella parte dedicata alla dimensione delle singole opere.

Rapporto di monitoraggio (RM): in virtù del nuovo approccio metodologico, il monitoraggio VAS del Piano viene ad assumere un’importanza e un ruolo anche maggiori rispetto a prima, poiché rappresenta lo strumento/modalità attraverso cui Terna rende nota la progressiva attuazione del Piano stesso (anche a livello dei singoli interventi) alle Amministrazioni interessate. Il monitoraggio VAS del Piano, infatti, viene articolato su due dimensioni:

  • una a livello di Piano complessivo (sia come processo che come inviluppo/aggregazione delle aree interessate) e delle sue performance di sostenibilità;
  • l’altra a livello di opere (attuazione/localizzazione del Piano), che assume anche una valenza temporale, nel senso che monitora l’avanzamento delle opere nel tempo, passando attraverso i successivi stadi di: concertazione (ex ante), autorizzazione (in itinere), realizzazione (ex post).

Nella dimensione delle singole opere il monitoraggio VAS e di conseguenza anche il relativo RM, considerano, oltre ai corridoi individuati in ambito di procedura VAS del PdS, anche le fasce di fattibilità del tracciato, che rappresentano l’esito conclusivo della concertazione. In tal modo viene garantita la continuità fra VAS e VIA, passando anche attraverso la fase di concertazione, senza correre il rischio di una sovrapposizione fra i rispettivi ambiti di analisi.

Portale VAS: parallelamente all’evoluzione dell’approccio metodologico, Terna ha progettato e realizzato (a partire dal 2011) un portale cartografico web-gis, specificamente dedicato alla VAS del PdS, con particolare riferimento alla possibilità, per il pubblico e per tutti i soggetti istituzionali coinvolti in tale procedura, di consultare in scala adeguata le rappresentazioni e le elaborazioni cartografiche prodotte nell’ambito delle analisi ambientali effettuate per la VAS del PdS: non solo per il Rapporto ambientale, ma anche per il monitoraggio VAS dell’attuazione del Piano. Il portale VAS viene periodicamente aggiornato in relazione alle successive edizioni del PdS e alle relative procedure di VAS.

Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ITA www.minambiente.it
Direzione generale per le valutazioni ambientali ITA www.minambiente.it/pagina/direzione-generale-le-valutazioni-ambientali
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo ITA www.beniculturali.it
Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l'architettura e l'arte contemporanee ITA www.pabaac.beniculturali.it
Ministero per lo Sviluppo Economico ITA www.sviluppoeconomico.gov.it
Direzione generale per il mercato elettrico, le rinnovabili e l'efficienza energetica, il nucleare ITA www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/
organigram/?view=structure&id=7
Indicators of sustainability ENG www.sustainablemeasures.com
Agenzia Europea dell'Ambiente ENG/ITA www.eea.europa.eu/it
International Association for Impact Assessment ENG www.iaia.org
Rete del sistema informativo nazionale ambientale ITA www.sinanet.apat.it
ISPRA ITA www.isprambiente.gov.it/it
Valle d'Aosta www.regione.vda.it
Piemonte www.regione.Piemonte.it
Liguria www.regione.Liguria.it
Lombardia www.regione.Lombardia.it
Trento www.provincia.Trento.it
Bolzano www.provincia.bz.it/it
Friuli Venezia Giulia www.regione.fvg.it
Veneto www.regione.Veneto.it
Emilia Romagna www.regione.Emilia-Romagna.it
Toscana www.regione.Toscana.it
Marche www.regione.Marche.it
Umbria www.regione.umbria.it
Lazio www.regione.Lazio.it
Abruzzo www.regione.Abruzzo.it
Molise www.regione.Molise.it
Campania www.regione.Campania.it
Basilicata www.regione.Basilicata.it
Puglia www.regione.Puglia.it
Calabria www.regione.Calabria.it
Sicilia www.pti.regione.Sicilia.it
Sardegna www.regione.Sardegna.it