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Gli impatti economici di Terna

 

Le nostre performance economiche e il loro impatto: dai benefici derivanti dagli investimenti, agli effetti sulla bolletta elettrica dei meccanismi di incentivazione dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) fino alla creazione e distribuzione di valore aggiunto

Il servizio di trasmissione dell’energia elettrica fornito da Terna consente di collegare gli impianti di produzione alle reti di distribuzione mantenendo in costante equilibrio produzione e consumi.

Si tratta di un servizio essenziale per garantire a tutti i cittadini e al sistema produttivo del Paese il necessario fabbisogno di energia elettrica nel presente e, attraverso opportuni investimenti, nel prossimo futuro.

La concessione governativa impone a Terna il compito di garantire questo servizio con sicurezza, continuità e al minor costo. Gli impatti economici di Terna sono riconducibili ai seguenti aspetti:

  • Benefici derivanti dagli investimenti di Terna

    Gli investimenti di Terna indirizzati al miglioramento del servizio di trasmissione comportano un beneficio economico per la collettività.Tali investimenti sono cresciuti negli ultimi anni, a testimonianza di una crescente capacità di rispondere alle esigenze del Paese. Gli investimenti complessivi realizzati dal Gruppo Terna nel 2018 sono pari a 1.091,1 milioni di euro, rispetto ai 1.033,9 milioni di euro dell’esercizio precedente (+5,5%), risultando superiori agli obiettivi. Di questi gli investimenti incentivati sono pari a 99,5 milioni di euro.

    Investimenti - Gruppo TERNA

    2018

    2017

    2016

    Investimenti complessivi realizzati (milioni di euro)

    1.091,1 1.033,9 854,3

    Gli investimenti più rilevanti sono quelli destinati allo sviluppo della rete (Piano di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale - RTN), che vengono effettuati solo a condizione che i ritorni economici per la collettività (tipicamente, minor costo dell’energia derivante da un mix produttivo più efficiente o dalla capacità di importazione di energia meno costosa) superino i costi di realizzazione.

    Altri investimenti sono finalizzati alla maggior sicurezza del sistema elettrico, ad esempio con lo sviluppo di sistemi automatici di difesa della rete in caso di anomalie, per ridurre il rischio di disservizi (Piano di Sicurezza del sistema elettrico). Entrambi i Piani sono approvati annualmente dalle autorità competenti.

  • Acquisti e creazione di occupazione

    Nel 2018 la spesa complessiva per acquisti di servizi, forniture e lavori è risultata pari a oltre 1.183 milioni* di euro ripartiti su 2.148 fornitori contrattualizzati in corso d’anno.
    Per quanto riguarda la ripartizione degli acquisti per provenienza, il 93% dei fornitori è italiano e il restante 7% estero.

    Ripartizione acquisti per tipologia Ripartizione acquisti per provenienza

    La prevalenza di fornitori nazionali e locali è determinata dalla specificità del business, in particolare dall’esigenza di dover eseguire gli interventi di manutenzione in tempi molto brevi per garantire la massima sicurezza del sistema con una maggiore competitività relativamente ai costi di trasporto di forniture con pesi e ingombri elevati, contribuendo così anche alla riduzione dei relativi impatti ambientali.

    * L’importo indicato si riferisce all’ordinato nell’anno. Per ordinato si intende la somma degli importi affidati per tutti i contratti (lavori, forniture e servizi) sottoscritti nel corso dell’anno.

  • Meccanismi di incentivazione dell’ARERA

    Terna monitora la continuità del servizio fornito attraverso diversi indici, definiti dall’ARERA (Delibera 250/04) e dal Codice di Rete di Terna. Tali indici di continuità sono rilevanti per il sistema in quanto monitorano la frequenza e l’impatto degli eventi verificatisi sulla rete elettrica e riconducibili a guasti oppure a fattori esterni quali gli eventi meteorologici. Per tutti viene riportato un periodo di osservazione di un quadriennio in cui non si notano variazioni rilevanti a testimonianza della buona qualità del servizio raggiunta.
    Gli indici di continuità principali sono l’Energia non Servita di Riferimento (ENSR) e l’Average Service Availability (ASA).

  • Rispetto delle norme fiscali

    L’approccio responsabile di Terna verso la normativa fiscale in vigore appartiene al suo modello di business. In qualità di unico operatore di sistemi di trasmissione (TSO) della rete nazionale ad alta tensione, Terna svolge le sue attività in un regime di concessione governativa, con una forte prevalenza del business regolato. In questo scenario, il rigoroso rispetto delle norme fiscali è parte dell’impegno di Terna, in linea con i principi del Codice Etico e del Modello 231, disponibili al pubblico.

    Per quanto riguarda le tasse pagate all’estero dalle controllate del Gruppo nel 2018 si segnala quanto segue:

    • Terna: con riferimento alle attività relative all’interconnessione Italia–Grecia, sono state pagate imposte sul reddito in territorio greco per complessivi 2.775.999 euro.
    • Terna Crna Gora: nel corso dell’esercizio la società ha pagato tasse sugli immobili per un valore complessivo pari a 29.675 euro (di cui 26.201 euro nel comune di Kotor con riferimento ai terreni di proprietà e la restante parte nel comune di Podgorica con riferimento all’immobile adibito a sede della società).
    • Gruppo Tamini: pagati circa 10.389 euro, principalmente tasse su servizi e ritenute d’acconto.
    • Terna Chile: la controllata cilena del Gruppo ha pagato tasse municipali per 6.254.430 di pesos cileni.
    • Difebal S.A.: pagate imposte per 13.542.056 di pesos uruguaiani, in particolare per imposte sul valore aggiunto per 8.780.713 di pesos uruguaiani e per imposte sul reddito dei non residenti per 4.127.360 di pesos uruguaiani.
    • Terna Perù ha pagato imposte sul valore aggiunto per 796.116 dollari e imposte sul reddito dei non residenti per 26.314 dollari.
    • Brasile: le società controllate brasiliane, Santa Maria Transmissora de Energia (SMTE), nello stato di Rio Grande do Sul e Santa Lucia Transmissora de Energia (SLTE), nello stato del Mato Grosso, nel 2018 hanno versato imposte sul reddito per complessivi 1.010.660 di real brasiliani e imposte sulle operazioni finanziarie per 415.934 real brasiliani.
  • Produzione e distribuzione di valore aggiunto

    Il valore aggiunto è una misura del reddito prodotto da un’impresa, ma anche da un’intera economia, in un certo periodo, solitamente un anno. Nei termini della contabilità d’impresa, il valore aggiunto si ottiene sottraendo dal valore della produzione (i ricavi associati ai beni e servizi prodotti nell’anno) le spese sostenute per l’acquisto dei beni e dei servizi intermedi necessari a realizzare la produzione stessa. Tali spese non includono i costi del lavoro, che sono invece parte del valore che l’impresa aggiunge, con la sua attività, ai beni e servizi intermedi. La differenza tra il ricavo per la vendita del prodotto finale e il costo della materia prima (e dei servizi di supporto) è il valore aggiunto, che comprende, oltre al costo del lavoro, anche i profitti e le quote di reddito destinate a pagare gli interessi sugli eventuali crediti ricevuti e le imposte.

    Determinazione e ridistribuzione del valore aggiunto (1) Unità  2018

    2017

    2016

    Var 18-17

     Var % 18-17

    A - Remunerazione del personale

     €  313.038.619

    322.058.429

    327.152.165

    -9.019.810

     -3

    B - Remunerazione della Pubblica Amministrazione

     €  302.842.820

    301.533.096

    320.643.092

    1.309.724

     0

    C - Remunerazione del capitale di credito

     €  104.044.756

    97.746.883

    105.508.004

    6.297.873

     6

    D - Remunerazione del capitale di rischio (2)

     €  468.730.134

    442.198.240

    414.058.352

    26.531.894

     6

    E - Remunerazione dell'azienda

     €  242.888.183

    252.011.601

    213.870.808

    -9.123.418

     -4

    VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO TOTALE

     €  1.431.544.513

    1.415.548.249

    1.381.232.421

    15.996.264

     1

    (1) Gli importi relativi alla creazione e distribuzione del valore aggiunto sono stati tratti dal Bilancio consolidato, redatto secondo i principi contabili internazionali IFRS/IAS. In particolare, il Gruppo Terna adotta i principi contabili internazionali IFRS/IAS dall’esercizio 2005.
    (2) La remunerazione del capitale 2018 si riferisce all’acconto distribuito a novembre 2018 (158,2 milioni di euro) e al saldo proposto all’Assemblea dal C.d.A. nella seduta del 21 marzo 2019 (310,5 milioni di euro).