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Gli impatti economici di Terna

 

In questa sezione vengono analizzate le performance economiche di Terna e i relativi impatti: dai benefici derivanti dagli investimenti, agli effetti sulla bolletta elettrica dei meccanismi di incentivazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico fino alla creazione e distribuzione di valore aggiunto.

Gli impatti economici di Terna sono riconducibili ai seguenti aspetti:

  • Rilevanza del servizio di trasmissione per la collettività

    Il servizio di trasmissione dell’energia elettrica fornito da Terna consente di collegare le centrali di generazione alle reti di distribuzione e di mantenere costantemente in equilibrio produzione e consumi.

    Si tratta quindi di un servizio essenziale per garantire a tutti i cittadini e al sistema produttivo il fabbisogno di energia elettrico necessario, sia ora sia -attraverso opportuni  investimenti- nel prossimo futuro.

    La concessione governativa impone a Terna il compito di garantire questo servizio con sicurezza, continuità e al minor costo.

    Appositi meccanismi tariffari richiedono a Terna un’efficienza operativa crescente.
  • Benefici derivanti dagli investimenti di Terna

    Gli investimenti di Terna indirizzati al miglioramento del servizio di trasmissione comportano un beneficio economico per la collettività.Tali investimenti sono cresciuti negli ultimi anni, a testimonianza di una crescente capacità di rispondere alle esigenze del Paese. Nel 2016 gli investimenti realizzati sono stati pari a 854,3 milioni di euro, di cui 798,5 milioni di euro relativi agli investimenti da Attività regolate, ovvero remunerati dall'AEEGSI.

    Gli investimenti più rilevanti sono quelli destinati allo sviluppo della rete (Piano di sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale - RTN), che vengono effettuati solo a condizione che i ritorni economici per la collettività (tipicamente, minor costo dell’energia derivante da un mix produttivo più efficiente o dalla capacità di importazione di energia meno costosa) superino i costi di realizzazione.

    Altri investimenti sono finalizzati alla maggior sicurezza del sistema elettrico, ad esempio con lo sviluppo di sistemi automatici di difesa della rete in caso di anomalie, per ridurre il rischio di disservizi (Piano di Sicurezza del sistema elettrico). Entrambi i Piani sono approvati annualmente dalle autorità competenti.

  • Meccanismi di incentivazione dell’AEEGSI

    L’attuale framework regolatorio prevede schemi incentivanti di tipo premio/penalità, volti a promuovere il miglioramento del servizio, sia in termini di affidabilità tecnica sia in termini economici. Implicito nei meccanismi d’incentivazione è che, a fronte del raggiungimento degli obiettivi, il beneficio per gli utenti del servizio abbia un valore multiplo dell’incentivo erogato. Nel quadro regolatorio delineato per il periodo 2016-2019, i meccanismi di incentivazione possono essere in sintesi distinti nella seguenti due tipologie:

    • per la qualità del servizio di trasmissione: meccanismo di incentivazione non tariffaria
    • per la promozione selettiva degli investimenti di particolare rilevanza strategica: meccanismi di incentivazione tariffaria (come descritti in precedenza: potenziale extra WACC e potenziale incentivo output based)

    I premi/penalità connessi al raggiungimento o meno degli obiettivi stabiliti nell’ambito degli schemi di incentivazione sono compresi nel complesso dei ricavi regolati.

  • Produzione e distribuzione di valore aggiunto

    Il valore aggiunto è una misura del reddito prodotto in un dato arco di tempo; se il riferimento è all'intero Paese, il valore aggiunto coincide con il suo PIL. Nel caso di un’impresa, il valore aggiunto si ottiene sottraendo dal valore della produzione le spese sostenute per l’acquisto dei beni e servizi intermedi necessari per realizzare la produzione stessa.

    Il risultato è un reddito che corrisponde a quanto è stato destinato a remunerare i dipendenti (costo del lavoro), gli azionisti (dividendi distribuiti), i finanziatori (interessi sul capitale di credito), l’azienda stessa (accantonamenti a riserva) e la Pubblica Amministrazione (imposte).

    GRUPPO TERNA - RENDICONTO VALORE AGGIUNTO (1)


    Esercizio 2015

    Esercizio 2014

    Esercizio 2013

    A - Remunerazione del personale

    303.071.673

    340.455.415

    282.591.663

    B - Remunerazione della Pubblica Amministrazione

    309.537.047

    355.659.934

    433.790.713

    C - Remunerazione del capitale di credito

    179.544.713

    189.666.491

    190.767.423

    D - Remunerazione del capitale di rischio (2)

    401.998.400

    401.998.400

    401.998.400

    E - Remunerazione dell'azienda

    193.314.279

    142.535.590

    111.606.710

    VALORE AGGIUNTO GLOBALE NETTO TOTALE

    1.387.466.112

    1.430.315.830

    1.420.754.909


    (1)   Gli importi relativi alla creazione e distribuzione del valore aggiunto sono stati tratti dal Bilancio consolidato, redatto secondo i principi contabili internazionali IFRS/IAS. In particolare, il Gruppo Terna adotta i principi contabili internazionali IFRS/IAS dall’esercizio 2005.

    (2)    La remunerazione del capitale 2015 si riferisce all’acconto distribuito a novembre 2015 (140,7 milioni di euro) e al saldo proposto all’Assemblea dal CdA nella seduta del 21 marzo 2016 (261,3 milioni di euro).


    Il triennio 2013-2015 evidenzia un decremento pari al 2,3% del valore aggiunto generato dal Gruppo, nell’ambito del quale permane sostanzialmente stabile l’incidenza della remunerazione del capitale di credito (mediamente pari al 13,2%) e del personale (mediamente pari al 21,8%). Con riferimento alle imposte dirette e indirette, l’incidenza fiscale rispetto al valore aggiunto globale netto (mediamente pari al 25,9%) registra una riduzione dell’8,2% rispetto al dato del 2013 sostanzialmente per effetto riduzione dell’aliquota IRES al 27,5% dal 2015, a seguito della dichiarazione di illegittimità costituzionale della maggiorazione introdotta dal D. L. n. 112/2008 (c.d. Robin Hood Tax), nonché della deducibilità del costo del personale a tempo indeterminato ai fini IRAP introdotta dalla Legge di Stabilità 2015 a partire dall’anno in corso. 

    La remunerazione del capitale di rischio, rapportata al valore aggiunto globale netto totale, è sostanzialmente in linea (+0,7%) rispetto al 2013, mentre l’incidenza degli accantonamenti a riserva rileva una crescita da circa l’8% a circa il 14%.

    Tasse pagate all'estero 

    Per quanto riguarda le tasse pagate all’estero dalle controllate del Gruppo nel 2015 si segnala quanto segue:

    Terna Plus: nell’ambito delle iniziative all’estero condotte dalla controllata del Gruppo dedicata alle Attività Non Regolate rilevano i pagamenti all’estero relativi alla tassa sulla plusvalenza per la compravendita della società cilena Hello Atacama (euro 186.525) e altresì per la cessione della commessa Pampa Norte (euro 136.971) derivanti dall’operazione di cessione “Helio Atacama Neuve S.p.A.” perfezionata da Terna Plus nel 2014.

    Terna Crna Gora: ha realizzato nel 2015 investimenti in territorio montenegrino pari a 23.442.000 euro, legati alla progettazione, fornitura e lavori, in linea con quanto previsto nei contratti di appalto per l’implementazione del progetto. In particolare è stata acquisita la piena proprietà delle terre di pertinenza della stazione di conversione (4.596.000 euro) e relative al tratto terrestre del cavo (641.000 euro). A fine 2015 l’azienda non ha registrato ricavi ed ha rilevato una perdita di 1.751.000 euro; conseguentemente non si registrano tasse pagate allo Stato montenegrino in territorio montenegrino.

    Gruppo Tamini: con riferimento a prestazioni di servizio rese sui trasformatori forniti all’estero “Tamini Trasformatori Srl” ha pagato 6.600 euro di tasse all’estero.

    Terna Chile: la controllata estera ha pagato tasse nel 2015 per circa euro 700.000 con riferimento alle attività condotte all’estero per il business Non Regolato.

  • Rispetto delle norme fiscali

    L’approccio responsabile di Terna verso la normativa fiscale in vigore appartiene al suo modello di business. In qualità di unico operatore di sistemi di trasmissione (TSO) della rete nazionale ad alta tensione, Terna svolge le sue attività in un regime di concessione governativa, con una forte prevalenza del business regolato.  In questo scenario, il rigoroso rispetto delle norme fiscali è parte dell’impegno di Terna, in linea con i principi del Codice Etico e del Modello 231, disponibili al pubblico.

    Per quanto riguarda le tasse pagate all’estero dalle controllate del Gruppo nel 2016 si segnala:

    • Terna S.p.A.: con riferimento alla branch greca della Capogruppo sono state pagate imposte sul reddito in territorio greco per complessivi 2.868.658 euro
    • Terna Plus: nell’ambito delle iniziative all’estero condotte dalla controllata del Gruppo dedicata alle Attività Non Regolate rileva la ritenuta alla fonte subita da Terna Plus nel 2016 (17.333 euro) al momento dell’incasso dell’aggiustamento prezzo previsto con la connessione della linea, oggetto della commessa ceduta dalla controllata nel 2014
    • Terna Crna Gora, ha realizzato nel 2016 investimenti in territorio montenegrino pari a 43.139.131 euro, legati alla progettazione, fornitura e lavori, in linea con quanto previsto nei contratti di appalto per l’implementazione del progetto. In particolare nel corso del 2016 è stata conclusa la posa del secondo lotto del cavo marino di Nexans ed è stata avviata la posa dei cavi terrestri. Si segnala inoltre l’ottenimento del building permit per i cavi e la consegna della documentazione per il building permit di stazione (ottenuto a gennaio 2017) Riguardo il conto economico per l’esercizio 2016, l’azienda non ha registrato ricavi ed ha rilevato una perdita di 666.436 euro; conseguentemente non si registrano imposte sul reddito pagate allo Stato montenegrino. Riguardo invece le altre imposte e tasse, nel corso del 2016 la società ha pagato tasse sugli immobili per un valore complessivo pari a 29.668 euro (di cui 25.989 euro nel comune di Kotor con riferimento ai terreni di proprietà e la restante parte nel comune di Podgorica con riferimento all’immobile adibito a sede della società)
    • Gruppo Tamini: rilevano 3.494.443 euro, principalmente per dazi all’importazione (1.136.735 euro), imposta sul valore aggiunto (1.395.578 euro) e accise (492.837 euro)
    • Terna Chile: nel mese di aprile 2016 la controllata cilena del Gruppo ha pagato l’imposta sul valore aggiunto per un importo pari a 16.501.901 di pesos cileni
  • Acquisti e creazione di occupazione

    Nel 2016 il valore economico degli acquisti di Terna per servizi, forniture e lavori è stato pari a 529 milioni di euro. Gran parte degli acquisti è effettuata presso fornitori nazionali.

    Gli acquisti creano indirettamente occupazione: per la realizzazione delle attività di costruzione e manutenzione delle linee elettriche, nel 2016 Terna ha determinato l’impiego di manodopera da parte di ditte appaltatrici e subappaltatrici per un totale equivalente a 3.095 dipendenti a tempo pieno. I dipendenti diretti del Gruppo Terna, al netto di Tamini, sono 3.3468.

    Quota degli acquisti da fornitori italiani ed esteri (percentuale sull'impegnato totale)

    2016 2015 2014
    Italiani 95 79 92
    Esteri 5 21 8