Una delle peculiarità di ogni sistema elettrico è la necessità di garantire istante per istante che l’energia richiesta dall’insieme dei consumatori (famiglie e aziende) sia sempre bilanciata dall’energia prodotta dalle centrali elettriche.

Terna garantisce questo equilibrio attraverso un sistema di controllo altamente tecnologico, utilizzando un apposito mercato dove acquista i “servizi” necessari per assicurare costantemente la continuità e la sicurezza della fornitura di energia elettrica. Ad oggi, i principali fornitori di questi servizi di flessibilità sono le grandi centrali elettriche a combustibili fossili. Con la progressiva decarbonizzazione del parco di produzione, in futuro serviranno anche nuove risorse di flessibilità (es. stabilimenti produttivi industriali, scaldacqua residenziali, autovetture elettriche) per garantire l’adeguatezza e la sicurezza di un sistema elettrico sempre più ampio ed estremamente più complesso di oggi. Due anni fa sono partiti i cosiddetti “progetti pilota” di Terna per avviare questo processo e testare le caratteristiche delle nuove risorse. È arrivato il momento di trarre un primo bilancio.

Il successo dei progetti pilota si può misurare con la potenza di nuove risorse abilitate nel mercato dei servizi nel corso di questi due anni: si è partiti da giugno 2017 con circa 100MW di potenza abilitata fino ad arrivare a giugno 2019 al picco di 830 MW, di cui più dell'83% abilitata con un contratto a termine che remunera la disponibilità della risorsa. Infatti, la regolazione economica dei progetti pilota si distingue da quella per le grandi centrali, poiché prevede oltre all'ordinaria remunerazione legata all'energia attivata (€/MWh), anche la remunerazione di disponibilità della risorsa (corrispettivo fisso, €/MW). Terna si approvvigiona di questa "possibilità di uso" di tramite delle aste al ribasso, partendo da 30.000 €/MW/anno.

La decisione di remunerare la disponibilità è motivata dal fatto che le risorse partecipanti lato consumatori sono principalmente stabilimenti produttivi industriali, disponibili a ridurre i propri prelievi di energia. Tali soggetti, per fornire flessibilità nel mercato dei servizi, devono sostenere costi fissi di investimento per installare e mettere a punto le apparecchiature necessarie a sviluppare il servizio e costi annuali di gestione dell'operatività (es. dotarsi di sale di energy management). Pertanto, la sola remunerazione dell'energia attivata, che risente della volatilità del prezzo di mercato, non è generalmente sufficiente per coprire tali costi. L'esperienza finora conferma che (almeno in questa fase) una remunerazione della disponibilità rappresenta un incentivo indispensabile per la partecipazione di nuove risorse al mercato dei servizi.

Questi primi risultati dei progetti pilota sono molto incoraggianti se confrontati con altri paesi europei. Dallo studio di smartEn sull'utilizzo delle nuove risorse nei mercati dei servizi europei emerge che l'Italia è stato il paese europeo che ha fatto i progressi più importanti arrivando a qualificare una potenza maggiore della Francia o della Finlandia, considerate tra le esperienze "best practice".

In considerazione dei promettenti risultati raggiunti, l'intenzione di Terna è quella di proseguire nell'implementazione di altri progetti pilota con gli obiettivi di incentivare la concorrenza e di sperimentare la partecipazione delle risorse a ulteriori servizi (regolazione frequenza/potenza, regolazione di tensione), provando progressivamente ad includere anche i consumatori del settore terziario e/o domestico.

La forte volontà di Terna è infatti quella di continuare con decisione con questa sperimentazione per l'importanza che la stessa riveste nell'ambito della transizione energetica. Questi progetti pilota consentono a Terna di testare le prestazioni delle nuove risorse e al contempo permettono di coinvolgere ed incentivare gli operatori, del mondo elettrico e non, a ricercare soluzioni innovative per la fornitura dei servizi.

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